MANDORLE E CIOCCOLATO FONDENTE RIDUCONO IL COLESTEROLO-LDL MODIFICANO LE PARTICELLE LDL

Mandorle e cioccolato fondente riducono il colesterolo-LDL (LDL-C) e con questo il rischio di cardiopatia ischemica. Lo stabilisce uno studio pubblicato da ricercatori statunitensi su Journal of the American Heart Association. La ricerca ha coinvolto 31 soggetti di età compresa tra i 30 e i 70 anni, sovrappeso o obesi. I partecipanti hanno consumato, per periodi di 4 settimane ciascuno, intervallati da 2 settimane di interruzione, 4 diete isocaloriche diverse: 1) dieta americana media (DA) senza aggiunte; 2) DA più 42,5 gr. di mandorle al giorno (DM); 3) DA più 43 gr. di cioccolato fondente e 18 gr. di cacao in polvere (DC); 4) DA più mandorle e cioccolato/cacao nelle quantità indicate sopra (DM+DC). Le mandorle, contenenti grassi insaturi, venivano inserite nella dieta dei partecipanti in sostituzione dei grassi saturi dei latticini (burro e formaggi).

Rispetto alla dieta base (DA), l’aggiunta di sole mandorle (DM) ha ridotto il livello di LDL-C del 7%. L’aggiunta di solo cioccolato/cacao non ha prodotto alcun effetto sul livello di LDL-C. La combinazione di cioccolato/cacao e mandorle ha ridotto l’LDL-C e l’apoB del 5%. I ricercatori hanno poi analizzato gli effetti delle varie diete sulle sottoclassi delle LDL; ricordo al proposito che maggiore è il numero di particelle LDL di piccole dimensioni, maggiore è il rischio cardiovascolare. La dieta alle mandorle (DM) ha ridotto il numero delle particelle LDL grandi, mentre la combinazione di cioccolato/cacao e mandorle ha ridotto il numero di particelle LDL piccole.

Il messaggio che si può dedurre da questo studio è che le mandorle dovrebbero rappresentare un ingrediente base di una dieta salutare. Ma anche cioccolato fondente e cacao non zuccherato potrebbero avere effetti positivi sulla salute cardiovascolare. Incorporare tutti questi alimenti in una dieta salutare, stando attenti a non eccedere in calorie (basta sostituire altri alimenti con questi) potrebbe contribuire a ridurre il rischio di cardiopatia ischemica.

J Am Heart Assoc. (IF=4.425) 6:e005162.

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