INTEGRATORI PER IL CONTROLLO DEL COLESTEROLO – LE PROTEINE DI SOIA

 

La soia (Glycine max) è una pianta erbacea della famiglia delle leguminose, originaria dell’Asia e oggi coltivata in tutto il mondo per l’alimentazione dell’uomo e degli animali di allevamento. È ricca in proteine (36-46% a seconda delle varietà), carboidrati solubili (15%) e fibre (15%). Rispetto ad altri legumi, ha un contenuto particolarmente elevato di aminoacidi essenziali.

Le proprietà nutrizionali e gli effetti sulla salute della soia sono stati oggetto di ampio studio, con l’epidemiologia a dimostrare un’associazione inversa tra rischio cardiovascolare e consumo di soia, prevalentemente ascritta alle sue proprietà ipocolesterolemizzanti. La letteratura scientifica ha nel tempo attribuito tali proprietà a diversi componenti della soia, come gli isoflavoni, fitoestrogeni che si legano al recettore degli estrogeni ed esercitano attività estrogeno-simili.

Nel 1980 i ricercatori del Centro coordinavano uno studio multicentrico, pubblicato sulla prestigiosa rivista “The Lancet”, che dimostrava l’efficacia di una dieta ricca in proteine di soia nel ridurre i livelli di colesterolo-LDL in pazienti ipercolesterolemici. L’attività ipocolesterolemizzante è attribuibile alla capacità di alcune specifiche proteine, la beta-conglicinina (vicilina, 7S globulina) e la glicinina (legumina, 11S globulina), e peptidi di aumentare l’espressione dei recettori LDL, e quindi accelerare il catabolismo delle LDL (il meccanismo attivato indirettamente dalle statine e dal riso rosso fermentato, vedi post precedente di questa serie).

Tuttavia l’affermazione delle proprietà ipocolesterolemizzanti delle proteine di soia è stata nel tempo controversa. Una meta-analisi di 38 trials condotti tra il 1967 e il 1994 concludeva che le proteine di soia riducono il colesterolo LDL del 12.9%, il che ha indotto la Food and Drug Administration, l’ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici, ad approvare nel 1999 un “claim”(vedi il primo post di questa serie), che affermava che un consumo giornaliero di 25 g di proteine di soia può ridurre il rischio cardiovascolare. Meta-analisi successive dimostravano un’efficacia minore delle proteine di soia, con riduzioni del colesterolo LDL del 4-6%. L’EFSA, l’agenzia europea per la sicurezza degli alimenti, non ha approvato nel 2012 un “claim” sugli effetti ipocolesterolemizzanti di proteine di soia isolate per mancanza di evidenza. Infine, nel 2015, l’agenzia canadese Health Canada ha approvato un “claim” che afferma l’utilità di proteine di soia isolate o concentrate nel controllo del colesterolo.

L’evidenza, seppur con qualche opinione incerta, dimostra che il consumo di integratori a base di proteine di soia può essere utile nel controllo della colesterolemia nella popolazione generale e in pazienti con lieve ipercolesterolemia e moderato rischio cardiovascolare.

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