L’INTOLLERANZA ALLE STATINE AUMENTA IL RISCHIO CARDIOVASCOLARE

Il 5-10% dei pazienti trattati con statine riporta reazioni avverse, in genere muscolari, che comportano la sospensione della terapia, una riduzione della dose di statina, o la sostituzione di una statina con un’altra.

Nello studio che vi proponiamo oggi i ricercatori hanno esaminato 105.329 pazienti Medicare (l’assicurazione sanitaria federale degli Stati Uniti) che avevano avviato una terapia con statine, di intensità moderata o elevata, dopo aver subito infarto miocardico tra il 2007 e il 2013. L’1,65% di essi aveva un’intolleranza alle statine, definita secondo vari criteri, quali sostituzione della statina con ezetimibe, riduzione della dose di statina e aggiunta di ezetimibe, cambio di statina, comparsa di reazioni avverse; d’altro canto, 52,8% ha mantenuto un’elevata aderenza alla terapia con statine. Durante il follow-up di 1,9-2,3 anni, si sono verificati 4.450 re-infarti e 6.250 eventi cardiovascolari. I pazienti con intolleranza alle statine hanno dimostrato un rischio di re-infarto e di evento cardiovascolare superiore del 36% e del 43% rispetto ai pazienti con alta aderenza alla terapia. Occorre pertanto prestare molta attenzione ai pazienti che non tollerano una terapia aggressiva con statine, e sviluppare per essi strategie terapeutiche in grado di ridurre il rischio cardiovascolare residuo. I nuovi farmaci inibitori di PCSK9, di cui abbiamo parlato le scorse settimane, possono essere d’aiuto.

J Amer Coll Cardiol 69:1386, 2017

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