ATTIVITÀ BIOLOGICHE DELLA CURCUMINA

Numerosi studi in vitro e in modelli animali hanno dimostrato che i curcuminoidi esercitano una serie di effetti potenzialmente favorevoli sul cardiocircolo. Sono in grado di contrastare lo stress ossidativo, hanno attività anti-infiammatoria, modulano il rimodellamento tissutale, aumentano la sensibilità di vari tessuti all’insulina e ne stimolano la secrezione pancreatica, aumentano l’ossidazione epatica di acidi grassi, riducendo la sintesi di trigliceridi, e inibiscono la biosintesi del colesterolo e l’ossidazione delle LDL (Figura).

In linea con le evidenze sperimentali, gli studi clinici hanno confermato l’azione anti-ossidante e anti-infiammatoria della curcumina. Nei pazienti con sindrome metabolica, la supplementazione con curcumina ha determinato una riduzione significativa dei livelli di hs-PCR e dei marcatori di perossidazione lipidica, con un aumento dell’attività della superossido-dismutasi (SOD), mentre in pazienti obesi, la co-somministrazione di curcumina e piperina ha ridotto i livelli circolanti di due interleuchine pro-infiammatorie, IL-1b e IL-4 e di marcatori di stress ossidativo. Due diverse metanalisi dimostrano poi che la somministrazione di curcumina riduce i livelli plasmatici di altre due citochine pro-infiammatorie, IL-6 e TNF-alfa. L’azione anti-infiammatoria della curcumina è generalmente più marcata nel caso di trattamenti prolungati con formulazioni a maggiore biodisponibilità orale.

Gli studi clinici sugli effetti metabolici della curcumina hanno prodotto invece risultati in parte contrastanti con le evidenze sperimentali. In pazienti con steatosi epatica non alcolica (NAFLD), la somministrazione di curcumina ha prodotto un significativo miglioramento del profilo lipidico e glucidico. Nei pazienti con sindrome metabolica la curcumina migliora la glicemia e i livelli di emoglobina glicata, mentre in pazienti diabetici diminuisce l’insulino-resistenza e riduce i livelli plasmatici di trigliceridi e VLDL. Tuttavia, una metanalisi di 5 trials ha mostrato che la curcumina non riduce i livelli di colesterolo totale, colesterolo LDL e trigliceridi. Forse più rilevante è il fatto che la supplementazione con curcumina si è rivelata in grado di migliorare alcuni marcatori surrogati di aterosclerosi, quali la disfunzione endoteliale e la rigidità arteriosa.

Giornale Italiano dell’Arteriosclerosi 8:90, 2017

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