IL PESO CORPOREO INFLUENZA LA PERCEZIONE DEGLI ALIMENTI

Dolce, fresco, gustoso: con quali aggettivi descriviamo nella nostra mente una fetta di torta? E una mela rossa? Per studiare i fattori che influenzano la valutazione e rappresentazione mentale individuale degli alimenti, un gruppo di ricercatori della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (Sissa) di Trieste ha studiato la risposta cerebrale associata a vari tipi di cibo. Hanno reclutato individui normopeso, sovrappeso e sottopeso, sottoposti a test comportamentali e a un’elettroencefalografia, un’indagine che misura l’attività elettrica del cervello. Su uno schermo venivano mostrate immagini di vari alimenti (frutta, frutta secca, ostriche, pesce, pizza, pasta al sugo, torta di mele) anticipate da frasi che riguardavano caratteristiche percepite tramite i sensi (gusto, olfatto), come “ha un sapore dolce”, oppure una descrizione della loro funzione o del contesto in cui si consumano, per esempio “è ideale per una festa di matrimonio”. Nel frattempo, i ricercatori misuravano la risposta neurofisiologica allo stimolo. È emerso che il i soggetti obesi (BMI>30 kg/m2) presentavano segnali elettroencefalografici diversi rispetto ai soggetti sottopeso (BMI<18 kg/m2). In particolare, le persone con peso in eccesso mostravano una maggiore attività cerebrale nel caso di cibi elaborati, come pizza, dolci, pasta condita con sughi particolari; è come se prestassero una maggiore attenzione, o fossero in qualche modo maggiormente sensibili dal punto di vista della risposta cerebrale, a questi cibi più succulenti o saporiti. Mentre nelle persone sottopeso la risposta cerebrale era maggiormente sollecitata dalla vista di cibi più naturali e non elaborati. L’aumento del peso corporeo è quindi in grado di modificare la rappresentazione mentale di ciò che si mangia, innescando un circolo vizioso che favorisce un ulteriore aggravamento del sovrappeso.

Biol Psychol (IF=3.070) 129:282,2017

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