IL CAFFÈ ALLUNGA LA VITA

Abbiamo già parlato della capacità del caffè di ridurre la mortalità, da quella cardiovascolare a quella per tumori. Ma cosa succede nei soggetti portatori di quei polimorfismi che influenzano il metabolismo della caffeina, soprattutto in caso di elevato consumo, cioè oltre le 5 tazze di caffè al giorno?

La ricerca ha analizzato il potenziale effetto sulla mortalità di un’alterazione nel metabolismo della caffeina, definita da un punteggio genico di polimorfismi (in AHR, CYP1A2, CYP2A6 e POR) che influenzano il metabolismo della caffeina, su un totale di circa mezzo milione di partecipanti allo studio UK Biobank, per i quali si disponeva di dati completi circa il consumo di caffè e l’abitudine tabagica. L’età media dei partecipanti è di 57 anni, il 54% è di sesso femminile, il 78% consuma caffè. Nell’arco dei 10 anni di follow-up si sono verificati 14.225 decessi e, come atteso, il consumo di caffè è risultato inversamente correlato alla mortalità per tutte le cause. In particolare, rispetto ai non bevitori di caffè, la mortalità è ridotta del 12-16% in chi consuma almeno 2 tazze di caffè al giorno. L’effetto protettivo del caffè è indipendente dalla tipologia di caffè consumato (istantaneo, macinato, decaffeinato), e non è influenzato dai polimorfismi genetici che modificano il metabolismo della caffeina.
Istantaneo, macinato o decaffeinato, il caffè è per tutti un elisir di lunga vita.

 JAMA Intern Med (IF=19.989) 2018 Jul 2. doi:10.1001/jamainternmed.2018.2425

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