LA PULSE WAVE VELOCITY È UN PREDITTORE DI MORTALITÀ E PROGRESSIONE DELLA MALATTIA RENALE CRONICA

Come è noto, i pazienti con malattia renale cronica (MRC) sono esposti a un aggravamento della funzionalità renale e a un elevato rischio di morte. Questo studio prospettico di coorte ha analizzato l’influenza della rigidità arteriosa sulla progressione della MRC e sulla mortalità in pazienti con funzione renale ridotta arruolati nello studio CRIC (Chronic Renal Insufficiency Cohort), utilizzando la Pulse Wave Velocity (PWV) come misura della rigidità della parete arteriosa (ne abbiamo già parlato su questa pagina; potete trovare gli articoli su www.centrogrossipaoletti.org). Sono stati arruolati 2.795 pazienti con età media pari a 60 anni (56.4% di sesso maschile), di cui il 47.3% affetto da diabete mellito; la media del filtrato glomerulare stimato al reclutamento era di 44.4 ml/min/1.73 m2. Durante il follow-up, 628 pazienti hanno mostrato un aggravamento della MRC, definito come sviluppo di end-stage renal disease (ESRD) o riduzione del filtrato glomerulare di almeno il 50%; 394 pazienti sono deceduti.

I pazienti che si collocavano nel terzile con PWV più elevata (>10.3 m/s) presentavano un rischio maggiore di aggravamento della MRC (HR 1.25, 95% CI 0.98-1.58) e di mortalità (HR 1.72, 95% CI 1.24–2.38). Gli Autori suggeriscono di utilizzare la PWV nel valutare il rischio di peggioramento della malattia e di morte nei pazienti con MRC, e identificano nella rigidità arteriosa un potenziale bersaglio per terapie volte a ridurre i rischi connessi con la malattia.

Hypertension (IF=6.823) 71:1101,2018

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