DETERMINANTI AMBIENTALI DI ATEROSCLEROSI. IL FUMO DI SIGARETTA

Dall’ultrasonografista del Centro, Samuela Castelnuovo

Il fumo di sigaretta rappresenta uno dei più importanti fattori di rischio modificabili dell’aterosclerosi ed è fortemente associato alla malattia coronarica, cerebrovascolare e periferica. L’importanza di questo fattore di rischio emerge non solo dalla sua associazione con le malattie vascolari, ma anche dal fatto che è stato dimostrato esserne un importante agente causale. Il fumo incrementa di circa tre volte il rischio di mortalità per cause anche non cardiovascolari. Le evoluzioni più gravi della malattia si osservano, inoltre, in una percentuale sensibilmente maggiore nei fumatori rispetto ai non fumatori. Il fumo aumenta il rischio di occlusione dei by-pass dopo chirurgia arteriosa ricostruttiva ed è particolarmente dannoso nelle persone che hanno un rischio di patologie cardiovascolari aumentato per altre ragioni. Il Framingham Heart Study ha dimostrato che l’effetto del fumo è dose dipendente. Il rischio di eventi vascolari aumenta, infatti, all’aumentare del numero di sigarette fumate al giorno, degli anni di abitudine al fumo e dell’età in cui il soggetto ha iniziato a fumare. Uomini e donne sono entrambi suscettibili, anche se nelle donne il rischio può essere più elevato.

Il fumo aumenta l’ossidazione delle LDL, riduce i livelli di HDL colesterolo, aumenta il monossido di carbonio ematico (con possibile ipossia endoteliale) e favorisce la vasocostrizione delle arterie già ristrette a causa della patologia aterosclerotica. Aumenta poi la reattività piastrinica (con possibile formazione di un trombo), la concentrazione ematica di fibrinogeno e l’ematocrito (con un conseguente aumento della viscosità ematica) e favorisce lo sviluppo del danno endoteliale. Anche il fumo passivo può aumentare il rischio di malattia coronarica. Nei soggetti non fumatori esposti al fumo ambientale si sviluppa una disfunzione endoteliale sia coronarica che brachiale, e aumenta lo spessore del complesso medio-intimale delle arterie carotidi (C-IMT), un marcatore precoce di aterosclerosi.

La cessazione del fumo porta riduce il rischio cardiovascolare e la mortalità. L’effetto positivo compare rapidamente e cresce all’aumentare del periodo trascorso dalla cessazione del fumo; dopo 3 anni, il rischio si avvicina a quello degli individui che non hanno mai fumato.

In tempi relativamente recenti sono state introdotte sul mercato e rapidamente diffuse le cosiddette sigarette elettroniche. L’associazione tra utilizzo di questi prodotti e rischio cardiovascolare è ancora incerta. Ve ne parlerò presto.

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