UNA FREQUENZA CARDIACA ELEVATA SI ASSOCIA A UNA MAGGIORE MORTALITÀ, NON SOLO PER CAUSE CARDIOVASCOLARI

La frequenza cardiaca (FC) a riposo è considerata un marcatore di funzionalità cardiaca, nonché un indicatore dello stato di salute del paziente. Tuttavia, la maggior parte degli studi che hanno indagato il ruolo prognostico della FC ne hanno valutato principalmente l’associazione con la mortalità cardiovascolare, generalmente sulla base di un singolo rilievo di FC. Per quanto riguarda invece le variazioni di FC nel tempo, le evidenze disponibili sono contrastanti e in parte falsate dal mancato aggiustamento per fattori confondenti, quali attività fisica e consumo di alcolici. Questo studio australiano ha analizzato l’associazione tra FC a riposo e le sue variazioni nel tempo e la mortalità, da tutte le cause e da cause specifiche. Sono stati analizzati i dati dei partecipanti al “Melbourne Collaborative Cohort Study”, un ampio studio prospettico che ha arruolato 41.514 soggetti dell’area metropolitana di Melbourne (età 40-69 anni), nei quali la FC a riposo è stata rilevata all’arruolamento (periodo 1990-1994: n=41.386) e al follow-up (periodo 2003-2007; n=21.692), mediante l’utilizzo di un monitor Dinamap.

Dopo aggiustamento per una serie di variabili confondenti, un’elevata FC era associata au un aumento della mortalità cardiovascolare (+11% per ogni 10 battiti/minuto), per cancro (+10%) e altre cause (+18%). Un aumento nel tempo della FC era pure associato a un aumento della mortalità (Figura).

Heart (IF=6.059) 2017 Dec 21. pii: heartjnl-2017-312251. doi: 10.1136/heartjnl-2017-312251

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