L’ALIMENTAZIONE NELLA PREVENZIONE DELLE MALATTIE CRONICHE

Tutto è iniziato, ormai molti anni fa, con le diete per perdere peso. Poi si è andato affermando il concetto che una corretta alimentazione possa contribuire alla prevenzione delle malattie. Infine si è arrivati ad affermare che con l’alimentazione si possano addirittura curare alcune malattie, messaggio fuorviante e pericoloso, spesso proposto da individui con pochi scrupoli a pazienti logorati da lunghe malattie.
Se, come sempre facciamo su questa pagina, il giudizio si basa su robuste evidenze scientifiche, il messaggio corretto è: una corretta alimentazione aiuta nella prevenzione delle malattie croniche, non sostituendosi alle terapie farmacologiche quando queste sono indicate e necessarie.
Quando consideriamo le evidenze scientifiche, la prima distinzione da fare, esaminando gli studi di nutrizione, è tra studi di intervento e studi osservazionali. Nei primi si può essere certi dei “pattern alimentari” (quantità, proporzioni, varietà, combinazioni di diversi alimenti e bevande, frequenza con la quale vengono consumati) in quanto direttamente definiti dai ricercatori; nei secondi, in cui i dati sull’alimentazione sono spesso auto-riferiti dai partecipanti, l’effettivo pattern alimentare è più incerto, e altrettanto meno certa è la credibilità del risultato. Va da sé che le evidenze più robuste sono quelle che derivano dai trial clinici randomizzati (di intervento), visto che il loro disegno minimizza il rischio di “errori” procedurali. Un’ottima revisione dei dati scientifici disponibili è stata recentemente condotta da un team internazionale guidato da MB Schulze, e pubblicata sul British Medical Journal. Ecco i messaggi principali.
Nel considerare singoli alimenti, è chiaro che un elevato consumo di cereali integrali si associa a una riduzione del rischio di sviluppare diabete di tipo 2, eventi cardiovascolari, ictus e cancro; al contrario l’assunzione di carni processate e di carni rosse non processate si associata a un aumento del rischio. Per altri alimenti le evidenze sono meno consistenti e spesso relative a una singola patologia. Per esempio, il consumo di frutta e verdura è associato a un minor rischio di cancro, infarto e ictus, ma non di diabete di tipo 2. L’assunzione di latticini fermentati sembra produrre in maniera abbastanza convincente una riduzione del rischio di malattie cardio-metaboliche, e il consumo di latticini in genere sembra rilevante nel ridurre il rischio di cancro del colon retto. Le bevande zuccherate aumentano il rischio di diabete di tipo 2, infarto, ictus. Il consumo di caffè (l’optimum viene fissato sulle 3-5 tazze al giorno) è associato invece a un ridotto rischio di diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari, e svariati tumori.

Per quanto riguarda i “pattern alimentari”, la cosiddetta dieta mediterranea, che privilegia il consumo di frutta (fresca e secca), vegetali, legumi, cereali e pesce, limitando invece carne e latticini, emerge ancora una volta come alimentazione ideale, essendo chiaramente associata a un ridotto rischio di diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari (incluse fibrillazione atriale e arteriopatia periferica) e vari tipi di cancro.

BMJ (IF=20.785) 361:K2396,2018

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