LE NUOVE LINEE GUIDA EUROPEE SULL’IPERTENSIONE ARTERIOSA. COSA RACCOMANDANO PER L’ANZIANO?

Le nuove linee guida per il trattamento dell’ipertensione arteriosa della Società Europea di Cardiologia e della Società Europea di Ipertensione (ESC/ESH) dedicano ampio spazio al trattamento del paziente anziano e molto anziano. Già le linee guida del 2013 avevano notevolmente modificato l’approccio all’iperteso anziano, modificando i valori soglia a cui iniziare il trattamento e i valori target da raggiungere. Inoltre era stato dato rilievo alla presenza di disabilità e fragilità nelle decisioni terapeutiche. Diversamente dalle ultime linee guida americane (2017, AHA/ACC), che non specificano grandi differenze tra giovane e anziano, nelle nuove linee guida europee le raccomandazioni per la popolazione anziana, suddivisa in due fasce di età (65-79 anni e ≥80 anni), sono piuttosto precise e diverse da quelle della popolazione generale. In particolare, nei pazienti ultraottantenni rimane il valore soglia di pressione arteriosa sistolica (SBP)≥160 mmHg per iniziare il trattamento (tabella).

Il valore target di SBP da raggiungere con il trattamento (purché ben tollerato) negli anziani (sia 65-79 anni che ≥80 anni) è di 130-139 mmHg, più elevato rispetto ai più giovani, per i quali il target è ≤130 mmHg.

Le linee guida peraltro mostrano, soprattutto nel paragrafo destinato al trattamento dell’anziano, notevoli cautele. In particolare sottolineano come, nei pazienti più anziani o fragili, l’eventuale comparsa di ipotensione ortostatica o post-prandiale sia sempre in agguato e consigliano per questo l’uso del monitoraggio ambulatoriale delle 24 ore. Raccomandano di evitare valori di BPS <130 mmHg e di prestare particolare attenzione a eventuali effetti negativi o di tollerabilità associati al trattamento antiipertensivo, più frequenti nell’anziano. Attenzione anche alla funzionalità renale che dovrebbe essere valutata frequentemente per rilevare possibili aumenti della creatinina sierica e riduzioni di eGFR come conseguenza di episodi ipotensivi e quindi di riduzione della perfusione renale.

Nella scelta della terapia iniziale le linee guida sottolineano come nell’anziano i farmaci consigliati siano gli stessi raccomandati per i più giovani: terapie di combinazione fissa ACE-inibitore o ARB più calcio antagonista o diuretico tiazidico. Nel paziente molto anziano o fragile va esercitata una maggiore cautela, iniziando con una monoterapia.

Blood Press. 27:314-340,2018

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