I GRANI ANTICHI

Dalla Dietista del Centro, Raffaella Bosisio

Si sente parlare sempre più spesso di grani antichi, attribuendo loro qualità benefiche maggiori rispetto a quelli di uso comune. Sull’argomento esiste una grande disinformazione, che tende a confondere il consumatore; sarebbe meglio definire i grani antichi cereali originari, per meglio chiarire la loro provenienza e le caratteristiche nutrizionali. Khorasan, Cappelli, Timilia sono i più diffusi grani tornati in voga in questi ultimi anni. Il Khorsan, più conosciuto come Kamut, viene prodotto in Canada. Il Cappelli (prende nome da un senatore che fece una importante riforma agraria) fu ottenuto dall’incrocio di due grani duri (Rieti e varietà tunisina) nei primi del novecento; è molto pregiato e diffuso nell’Italia meridionale. Il farro è il più antico, consumato in abbondanza già dai romani, oggi presenta tre varietà: monococco il più digeribile, il dicocco con  un basso indice glicemico e lo spelta, che è un ibrido tra il frumento e il farro. Ma allora quali sono i vantaggi e gli svantaggi di grani antichi e tradizionali per il consumatore? Nella tabella sono a confronto le due tipologie di grani.

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