LA RIGIDITÀ ARTERIOSA È UN PREDITTORE DI SVILUPPO DI DEMENZA

Sono sempre più numerose le evidenze di un’associazione tra i tradizionali fattori di rischio cardiovascolare (diabete mellito, ipertensione arteriosa,…) e i disturbi cognitivi, compresa la malattia di Alzheimer. Nello studio che vi proponiamo oggi, ricercatori francesi hanno analizzato la relazione tra alcuni indicatori di invecchiamento vascolare e progressione da decadimento cognitivo (Mild Cognitive Impairment, MCI) a demenza.

Sono stati arruolati 375 anziani con MCI, seguiti annualmente per individuare l’eventuale progressione a demenza. È stata misurata la rigidità arteriosa mediante Pulse Wave Velocity (PWV) carotido-femorale (vedi articoli su questo sito), mentre la struttura vascolare è stata analizzata con metodica ultrasonografica, valutando lo spessore medio intimale carotideo, il diametro della carotide e la presenza di placche carotidee. Durante il follow-up medio di 4.5 anni, 105 pazienti (28%) hanno mostrato una progressione da MCI a demenza. Questi pazienti presentavano una PWV significativamente più elevata (12.7 vs 11.4 m/s; p<0.01), un maggiore spessore medio-intimale (0.85 vs 0.82 mm; p=0.03) e una maggiore presenza di placche carotidee (41.2% vs 21.3%; p<0.01). Avevano inoltre valori pressori sistolici più elevati. Una volta suddivisi in quartili di PWV, i pazienti che si collocavano nel terzo e quarto quartile presentavano un maggior rischio di progressione a demenza (rispettivamente HR 2.13; 95% CI, 1.13–4.02; p=0.02 e HR 3.54; 95% CI 1.93–6.48; p<0.01).

All’analisi multivariata, valori più elevati di PWV erano predittivi di un maggior rischio di progressione a demenza, dopo aggiustamento per età, sesso, scolarità, pressione sistolica, malattie cardiovascolari, BMI, assunzione di calcio-antagonisti, punteggio basale al Mini–Mental State Examination (MMSE) e status apoE ε4. Inoltre, l’età, un punteggio più basso al MMSE basale e l’allele apoE ε4 erano associati a un maggior rischio di progressione a demenza. Lo spessore medio-intimale, la presenza di placche carotidee e il diametro carotideo non hanno mostrato alcun valore predittivo di progressione a demenza.

Pertanto, la rigidità arteriosa stimata mediante PWV è associata al rischio di progressione dell’MCI a demenza e può quindi fornire informazioni utili a identificare i pazienti che presentano un maggior rischio di sviluppare demenza. Inoltre, potrebbe rappresentare un target di trattamento, al fine di ritardare o addirittura prevenire l’evoluzione a demenza.

Hypertension (IF=6.823) 72:1109,2018

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