PRODOTTI AGROALIMENTARI TRADIZIONALI: LA JOTA

Dalla Dietista del Centro, Raffaella Bosisio

La jota è una minestra di fagioli, crauti e patate che viene consumata nel Friuli Venezia Giulia, in Carnia e nel goriziano. Il nome jota deriva dal latino jutta che fa riferimento a un beverone o una brodaglia. È una minestra che nasce nelle zone rurali dove, per sfruttare gli avanzi di fagioli e di cavolo cappuccio fermentato (chiamato “garbi” a Trieste), si cucinava un piatto che doveva durare per più giorni. Nel tempo la ricetta è stata arricchita con nuovi ingredienti: spezie, aromi, avanzi di carne di maiale. La ricetta triestina è forse quella più diffusa e più vicina a quella tramandata nel tempo: i fagioli  vengono lessati  in una pentola con una foglia di alloro mentre in un’altra pentola si fa un soffritto con l’aglio e olio aggiungendo i crauti che vengono coperti  a raso con acqua, aggiustando quindi con cumino, sale pepe. Poi si tagliano a pezzetti le patate e si portano a cottura con i fagioli, si passa il tutto fino ad ottenere una densa purea che si versa sui crauti. Per ultimo, in un pentolino con olio si tosta un po’ di farina che  viene aggiunta alla minestra. La jota cosi si presenta nel suo bel colore bruno e può finalmente essere servita calda e gustata con crostini di pane.

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