DOPO UN INFARTO IL RISCHIO DI UN NUOVO EVENTO È SIMILE NELLE DONNE E NEGLI UOMINI

Le donne hanno un vantaggio biologico sugli uomini in termini di cardiopatia: ne soffrono meno frequentemente e a un’età più avanzata. Ma il vantaggio si attenua notevolmente dopo un infarto miocardico (MI).
Un team internazionale ha esaminato i dati delle assicurazioni sanitarie statunitensi dal 2015 al 2016, individuando 171.897 donne e 167.993 uomini sopravvissuti a MI. Questi pazienti sono stati appaiati in base a età e anno solare a oltre 1.3 milioni di soggetti senza malattia coronarica (CHD).
Durante il follow up fino al 2017, si sono verificati 21.052 eventi cardiovascolari nella coorte di controllo (38% nelle donne) e 40.878 eventi ricorrenti nella coorte sopravvissuta a MI (46% nelle donne). Nei controlli, l’incidenza standardizzata per età di MI su 1.000 persone-anno era significativamente inferiore nelle donne rispetto agli uomini: 4.5  vs 5.7 (HR=0.64; 95%CI 0.62-0.67). Nei sopravvissuti a MI, l’incidenza ovviamente aumentava notevolmente, ma la differenza tra uomini e donne si invertiva a favore degli uomini: 60.2 nelle donne e 59.8 negli uomini (HR=0.94; 95%CI 0.92-0.96). L’incidenza di CHD era di 6.3 nelle donne e 10.7 negli uomini di controllo (HR=0.53; 95%CI 0.51-0.54); saliva a 84.5 vs 99.3 in donne e uomini sopravvissuti a MI (HR=0.87; 95%CI 0.85-0.89). La mortalità totale (sempre standardizzata per età su 1.000 persone-anno) era di 63.7 vs 59.0 in donne e uomini di controllo (HR=0.72; 95%CI 0.71-0.73) e di 311.6 vs 284.5 nelle controparti con MI.

Chiaramente lo studio non fornisce spiegazioni per l’assottigliarsi della differenza di genere nei sopravvissuti a MI. Gli autori suggeriscono che potrebbe essere spiegata dal tradizionale ‘modello maschile’ per gli infarti del miocardio, al punto che l’intervento potrebbe essere ritardato o meno incisivo nelle donne.

J Amer Coll Cardiol (IF=20.589) 76:1751,2020

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