ALIMENTI E NUTRIENTI CON EFFETTI SULLA PRESSIONE ARTERIOSA

A seguito dell’articolo di lunedì riportiamo oggi qualche dato in relazione agli effetti pressori di alcuni alimenti e nutrienti.

 

Barbabietola rossa
Fra gli alimenti ad azione antipertensiva grande attenzione è rivolta alle fonti naturali di nitrati (NO3−) quali precursori del monossido di azoto (NO), importante sostanza ad azione vasodilatatoria e quindi ipotensiva. Una volta ingeriti, i nitrati inorganici vengono metabolizzati alla forma bioattiva e successivamente immessi in circolo. Fra gli alimenti con elevate concentrazioni di nitrati inorganici vi è la barbabietola rossa, il cui consumo, già in acuto, è associato a riduzione dei livelli di pressione arteriosa in soggetti normotesi o affetti da ipertensione di primo grado. Dati derivati da una meta-analisi di 13 studi clinici controllati contro placebo, che hanno coinvolto 324 partecipanti, hanno mostrato come la supplementazione di barbabietola rossa fosse associata a una riduzione significativa di pressione arteriosa sistolica [−4.1 mmHg (95%CI −6.1 a −2.2)] e diastolica [-2 mmHg (95%CI -3.0 a -0.9)].

Ibisco
L’Hibiscus sabdarrifa, o Karkadé, è una pianta utilizzata ampiamente in Medioriente per la preparazione di tisane. È una fonte importante di flavonoidi e vitamina C ed è stata ampiamente studiata per il suo effetto antipertensivo e blandamente ipoglicemizzante. L’ibisco avrebbe anche un leggero effetto ipocolesterolemizzante, ma solo nei pazienti affetti da sindrome metabolica/insulino-resistenza. Una metanalisi di trials clinici controllati conclude che la somministrazione costante di Ibisco è associata a una riduzione di pressione arteriosa sistolica di 7.6 mmHg e diastolica di 3.5 mmHg.

Sali di Magnesio
Fra i nutrienti, il magnesio è uno di quelli che influenza maggiormente la pressione arteriosa, stimolando direttamente la sintesi di prostaciclina e NO, riducendo il tono e la reattività vascolare. Una metanalisi di 34 studi clinici controllati, che hanno coinvolto 2.028 soggetti, ha confermato l’effetto antipertensivo della supplementazione di magnesio con una riduzione significativa della pressione sistolica (2-3 mmHg) e diastolica (3-4 mmHg). Il problema principale del magnesio in quanto tale è la scarsa biodisponibilità, per cui sono stati sviluppati sali che ne migliorano l’assorbimento intestinale, limitando anche gli effetti osmotico-lassativi.

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