QUANDO UTILIZZARE I FARMACI PER RIDURRE IL COLESTEROLO?

Gli esperti delle Società Europee dell’Aterosclerosi (EAS) e di Cardiologia (ESC) affermano che il livello di colesterolo LDL  (il colesterolo “cattivo”) deve essere il più basso possibile, in particolare nei soggetti che hanno già avuto un infarto o un ictus, o sono diabetici. Hanno poi sottolineato ancora una volta quanto sia importante per ciascuno di noi conoscere il proprio rischio cardiovascolare totale. Consigliano di utilizzare il Systemic Coronary Risk Estimation (SCORE), reperibile sul sito http://www.escardio.org/static_file/Escardio/Subspecialty/EACPR/Documents/score-charts.pdf, che stima il rischio a 10 anni di avere un infarto, un ictus o altre malattie cardiovascolari. Perché è importante conoscere il proprio rischio cardiovascolare totale? Tanto più è elevato, tanto più l’intervento deve essere intensivo nell’abbassare i livelli del colesterolo LDL.

Gli esperti hanno poi definito tre strategie di intervento da applicarsi agli individui in funzione del loro rischio cardiovascolare totale e del livello di colesterolo LDL (vedi figura): verde = nessun intervento; giallo = modificazione dello stile di vita ed eventualmente terapia farmacologica; rosso = modificazione dello stile di vita e concomitante terapia farmacologica.

Calcolate il vostro rischio cardiovascolare totale (Total CV risk) con il sistema SCORE, verificate il vostro livello di colesterolo LDL (LDL-C) e identificate il colore della casella corrispondente alla vostra combinazione di questi due numeri. Quindi CONSULTATE IL VOSTRO MEDICO.

Fonte reperibile a http://www.atherosclerosis-journal.com/article/S0021-9150(16)30214-3/abstract:  2016 European Guidelines on cardiovascular disease prevention in clinical practice: The Sixth Joint Task Force of the European Society of Cardiology and Other Societies on Cardiovascular Disease Prevention in Clinical Practice (constituted by representatives of 10 societies and by invited experts) Developed with the special contribution of the European Association for Cardiovascular Prevention & Rehabilitation (EACPR). Atherosclerosis 252:207, 2016

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.