VITAMINA D E MALATTIE CARDIOVASCOLARI – 1 – COS’È LA VITAMINA D?

Il termine vitamina D identifica un gruppo di molecole liposolubili a nucleo steroideo con anello “aperto” (figura), le cui forme principali sono l’ergocalciferolo, o vit. D2, e il colecacliciferolo, o vit. D3.

Il termine “vitamina” (che sta a indicare una sostanza indispensabile alla vita che l’organismo non può produrre e pertanto deve essere assunta con gli alimenti) è in questo caso improprio, in quanto la pelle è in grado di sintetizzare vit. D3 a partire dal 7-deidrocolesterolo, per rottura fotochimica prevalentemente ad opera dei raggi ultravioletti. La capacità della pelle di produrre vit. D3 diminuisce con l’età, la pigmentazione e l’uso di filtri solari, ed è influenzata da stagione, distanza dall’Equatore, altitudine e livello di inquinamento. La vit. D3 è pure presente nel pesce e nel rosso d’uovo. La vit. D2 viene invece prodotta dai vegetali per irradiazione di uno sterolo di membrana, l’ergosterolo.

Le vitamine D2 e D3 sono biologicamente inerti e debbono essere attivate da una serie di idrossilazioni; la prima, ad opera del fegato, produce 25-idrossivit. D, che viene poi convertita alla forma attiva 1,25-idrossivit. D nel rene (figura).

La vit. D favorisce l’assorbimento intestinale di calcio e fosforo, il riassorbimento renale di calcio e i processi di mineralizzazione ossea. La carenza di vit. D pertanto diminuisce l’assorbimento intestinale e il riassorbimento renale di calcio, con conseguente aumento dei livelli di paratormone (PTH), attivazione degli osteoclasti e demineralizzazione ossea.

La condizione di carenza di vit. D viene definita monitorando i livelli serici del metabolita inattivo 25-idrossivit. D, che ha un’emivita decisamente più lunga della forma attiva 1,25-idrossivit. D (settimane vs ore), e fornisce una stima dell’effetto combinato di produzione cutanea e assunzione alimentare. Le linee guida correnti indicano valori <20 ng/ml inadeguati a mantenere un adeguato metabolismo osseo, e indicativi di una condizione di deficit di vit. D. Tale deficit si manifesta con una vaga costellazione di sofferenze e dolori muscolo scheletrici, associata a ridotti livelli serici di calcio e fosforo, e aumento della fosfatasi alcalina e del PTH.

J Amer Coll Cardiol (IF=19.896) 70:89, 2017

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