INTERLEUCHINA-1BETA. UN TARGET PER LA PREVENZIONE CARDIOVASCOLARE?

È ben noto che l’infiammazione è una componente rilevante nei processi aterotrombotici che sono alla base di molti eventi cardiovascolari. Tanto che uno stato infiammatorio cronico, valutato per es. misurando la concentrazione plasmatica di proteina C reattiva, ha un effetto additivo rispetto ai classici fattori di rischio nel predire l’insorgenza di eventi cardiovascolari.

Le citochine costituiscono una classe di proteine coinvolte nell’infiammazione e nell’immunità, e giocano un ruolo importante nell’aterogenesi e in numerose malattie infiammatorie. Tra queste, le interleuchine, secrete dai leucociti, mediano la comunicazione tra vari tipi cellulari e regolano la crescita, differenziazione e motilità cellulare.

L’interleuchina-1 (IL-1) è stata la prima a essere identificata quasi quarant’anni fa. Esiste in due forme correlate strutturalmente: IL-1alfa, che rimane associata alle cellule che la producono e agisce per contatto diretto con altre cellule, e IL-1beta, che invece agisce da mediatore solubile. L’IL-1 esercita molte funzioni nella regolazione delle risposte infiammatorie/immunitarie ed è coinvolta nella patogenesi di varie malattie. Attiva la produzione di prostaglandine e di monossido d’azoto, induce la produzione di sé stessa e di altre citochine, aumenta l’espressione di molecole d’adesione e fattori trombogeni, aumenta la produzione di metalloproteasi, e attiva le cellule del sistema immunitario. Tutte le cellule coinvolte nell’aterogenesi (endoteliali, muscolari, macrofagi) rispondono all’IL-1, attivando processi che favoriscono l’erosione e la rottura degli ateromi. Se ne deduce che limitando l’azione dell’IL-1 si potrebbe ridurre l’insorgenza di eventi cardiovascolari.

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