ATTIVITÀ FISICA. PER I CARDIOPATICI PIÙ BENEFICI

L’attività fisica riduce la mortalità; ma il benefico è più evidente nelle persone con problemi cardiovascolari. Un gruppo di ricercatori coreani ha seguito per 5.9 anni 131.558 pazienti con malattie cardiovascolari e 310.240 persone sane, da quando avevano circa 60 anni. I livelli e l’intensità dell’attività fisica svolta dai partecipanti sono stati valutati in termini di equivalenti metabolici (MET-minuti a settimana) (vedi www.centrogrossipaoletti.org). È stata osservata una correlazione inversa tra attività fisica e mortalità in entrambi i gruppi. Ma la riduzione della mortalità indotta dall’esercizio è superiore in prevenzione secondaria. Infatti, nei pazienti con malattie cardiovascolari, ogni 500 MET-minuti/settimana in più comportano una riduzione del 14% della mortalità; negli individui sani la riduzione è del 7%.

Ricordiamo che le linee guida raccomandano di eseguire un’attività fisica corrispondente a 500-1000 MET-minuti a settimana.

Eur Heart J (IF=24.889) Sep 1 2019. doi: 10.1093/eurheartj/ehz564.

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