PREVENZIONE CARDIOVASCOLARE CON TERAPIA IPOCOLESTEROLEMIZZANTE NEI SOGGETTI PIÙ ANZIANI

Una meta-analisi ha valutato gli effetti della terapia ipocolesterolemizzante sulla prevenzione cardiovascolare in soggetti anziani. Sono stati analizzati 29 studi clinici randomizzati con follow-up di almeno 2 anni (2.2-6.0 anni), per un totale di 244090 soggetti. Di questi, 21492 soggetti avevano un’età >75 anni: 11750 (54.7%) in trattamento con una statina, 6209 (28.9%) con ezetimibe e 3533 (16.4%) con un inibitore di PCSK9.
Durante il follow-up si sono verificati 3519 eventi vascolari (morte cardiovascolare, infarto miocardico, ictus, rivascolarizzazione coronarica). Per ogni riduzione di 1 mmol/l  (38.6 mg/dl) di colesterolo-LDL (LDL-C) si è osservata una riduzione del 26% degli eventi vascolari (RR 0.74; 95%CI 0.61-0.89), addirittura maggiore di quella osservata nei soggetti più giovani (<75 anni) (RR 0.85; 95%CI 0.78-0.92). Nei soggetti più anziani, la riduzione degli eventi non era significativamente diversa nei pazienti trattati con statina (RR 0.82; 95%CI 0.73-0.91) o con altri farmaci (RR 0.67; 95%CI 0.47-0.95). Il beneficio della riduzione dell’LDL-C nei soggetti più anziani era simile su mortalità cardiovascolare (RR 0.85; 95%CI 0.74-0.98), infarto miocardico (RR 0.80; 95%CI 0.71-0.90), ictus (RR 0.73; 95%CI 0.61-0.87) e rivascolarizzazione coronarica (RR 0.80; 95%CI 0.66-0.96).

Si conferma quindi la necessità di intervenire con un’adeguata terapia ipocolesterolemizzante anche nei soggetti più anziani.

Lancet (IF=60.390) 396:1637,2020. doi: 10.1016/S0140-6736(20)32332-1

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