
Uno stile di vita sano, coltivato fin dalla giovane età, può fare molto per aiutare a invecchiare in salute, ma i cambiamenti fisici si avvertono e si vedono comunque. Uno di questi riguarda il peso corporeo. La maggior parte di noi, andando avanti con gli anni, tende a ingrassare. Ma perché succede questo? Se lo sono chiesto un gruppo di ricercatori del Karolinska Institutet di Stoccolma che, in collaborazione con i colleghi dell’Università di Lione, sono giunti con i loro studi a questa conclusione: il ricambio dei lipidi nel tessuto adiposo tende a ridursi col passare degli anni e questo rende molto più facile aumentare di peso, anche a parità di introito calorico e di dispendio energetico, rispetto agli anni precedenti.
Lo studio si è focalizzato sullo studio delle cellule adipose di 54 soggetti (maschi e femmine) per un massimo di 16 anni. In quest’arco di tempo i volontari, a prescindere che avessero perso o guadagnato peso, hanno mostrato una progressiva riduzione del turnover lipidico, ovvero della velocità con la quale i depositi di grasso vengono rimossi o immagazzinati nelle cellule adipose. La tendenza dunque è a ingrassare più facilmente; secondo i calcoli dei ricercatori svedesi, il peso di chi continua a mangiare le stesse quantità di cibo, ignorando il passare degli anni, è destinato ad aumentare del 20% in 10-15 anni. In un’altra parte della loro ricerca gli studiosi franco-svedesi hanno valutato il turnover lipidico di 41 donne sottoposte a chirurgia bariatrica per vedere come il tasso di turnover lipidico potesse incidere sulla loro capacità di mantenere la perdita di peso, a distanza di 4-7 anni dall’intervento. I risultati dimostrano che solo le donne con un basso turnover lipidico prima dell’intervento sonb in grado di mantenere la perdita di peso.
Questi risultati dimostrano per la prima volta che il turnover lipidico nel tessuto adiposo regola le variazioni di peso tipiche dell’invecchiamento, in maniera indipendente da altri fattori. Già, ma come ‘risvegliare’ questi depositi di grasso ‘pigri’? Studi condotti in passato hanno dimostrato che una possibile strategia per velocizzare il turnover lipidico nel tessuto adiposo consiste nel fare più attività fisica.
Nat Med (IF=30.641) 25:1385,2019



Abbiamo già ricordato che sovrappeso e obesità aumentano non solo il rischio cardiovascolare, ma anche il rischio di sviluppare un tumore. A rilanciare l’allarme sulla relazione tra obesità e tumore ecco uno studio che ha analizzato l’associazione tra obesità nelle donne giovani adulte e tumore del colon retto. Il Nurse Health Study ha seguito 85.252 infermiere, di età compresa tra i 25 e i 42 anni, per un periodo compreso tra il 1989 e il 2011. Al momento dell’arruolamento non erano presenti neoplasie, né malattie infiammatorie intestinali. Durante il periodo di follow-up, ogni due anni venivano registrati i dati antropometrici (in particolare peso corporeo e BMI) e si acquisivano informazioni in merito allo stile di vita.
Nel Mondo la prevalenza di obesità è aumentata dal 0.7% nel 1975 al 5.6% nel 2016 nelle femmine e dal 0.9% al 7.8% nei maschi (figura). Ma la tendenza differisce in varie aree del Mondo. Così, negli anni più recenti, il BMI non è cambiato in Europa e Nord-America, ma è aumentato in Asia.